Associazione culturale “La Piramide”

 

Presentazione del volume di Italo Moretti

I figli di plaza de Mayo”

(Sperling&Kupfer Editori)

 

Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia - Brescia

Venerdì 12 aprile 2002 – h 20.30

 

Saluto del Sindaco di Brescia,  prof. Paolo Corsini

 

Costituisce per me un piacere e un onore recare il cordiale saluto mio personale e dell’intera amministrazione della città che temporaneamente rappresento, ai convenuti alla presentazione del volume di Italo Moretti “I figli di plaza de Mayo”, organizzata dall’associazione culturale “La Piramide”, a cui rivolgo il più cordiale ben tornato nella nostra città.

Debbo subito dire che molteplici sono le ragioni che hanno indotto l’Amministrazione comunale alla piena collaborazione all’iniziativa ed alla gradita ospitalità dei presenti in questo salone che, in qualche misura, condensa le vicende storiche della cittadinanza bresciana.

Innanzi tutto la volontà di testimoniare al giornalista ed inviato Italo Moretti il ringraziamento dei tanti cittadini che in questi anni hanno seguito, con lui e grazie a lui, le vicende legate alla storia del Sudamerica, all’Argentina in particolare, dalle dittature degli anni settanta ed ottanta al difficile cammino verso la democrazia , come recitava il titolo del volume che lo scorso anno abbiamo avuto il piacere e l’onore di presentare alla cittadinanza in questa stessa sede.

Un inviato come pochi, che ha saputo fare un giornalismo televisivo sobriamente marcato dall’asciuttezza delle analisi e dalle convincenti intuizioni, garbatamente ma fermamente legate all’idea di eventi storici radicati in percorsi di lunga durata e di incerto approdo.

Un libro che conferma quindi, semmai ve ne fosse stato bisogno, le capacità di Italo Moretti come inviato attento alle vicende ma anche alle ragioni degli accadimenti, indagatore disincantato ma anche partecipe delle passioni del popolo latinoamericano, capace di raccontare con civile impegno e professionalità adeguata eventi spesso nascosti o ignorati dalle fonti informative ufficiali.

Pagine che rievocano non solo i nomi ed i luoghi di tragedie umane dalla portata non del tutto ancora compresa, ma che riesumano atmosfere, complicità, speranze di uomini e donne divisi, che vissero l’Argentina del peronismo fallito, negli anni difficili della feroce dittatura militare e di democrazie troppo spesso legate non solo ai voleri dei cittadini, ma anche a quelli di convitati di pietra come gli Stati Uniti o l’Unione Sovietica e, non di rado, della nostra stessa nazione.

Vicende con protagonisti decine di migliaia di persone di origine italiana, figli o nipoti di emigranti, cresciuti in una patria col ricordo ed i legami della Patria d’origine. Nomi e cognomi italiani, che hanno spesso chiesto aiuto e solidarietà nella lotta di affermazione dei diritti civili e politici spesso brutalmente azzerati e calpestati.

Richieste cadute nel vuoto, nei meandri di una diplomazia internazionale e italiana sorda e cieca. Voci raccolte però dalla stampa più attenta e libera, da giornalisti che come Italo Moretti hanno saputo interpretare il proprio “mestiere” con convinzione e serietà.

Un impegno che si abbina ad una penna di particolare sensibilità e di indubbia capacità di comunicare fatti e sentimenti, emozioni ed etica indignazione. Come lo stesso Moretti scrive, resta forte e ineludibile una considerazione del proprio lavoro di inviato che ha superato l’idea di doversi esaurire nella quotidianità dell’informazione e del commento, per divenire testimone di lotte e di speranze, di errori e di orrori, di viltà ed eroismi, da recuperare e trasmettere alla memoria di oggi, all’immemore cronaca contemporanea.

Moretti ci racconta in questo volume, ma lascio subito la parola a chi ha il compito di introdurlo ed a lui stesso, episodi di singolare crudeltà, scavando entro episodi all’apparenza indecifrabili per la nostra sensibilità. E’ la storia , per utilizzare lo stesso sottotitolo al libro, della tragedia di una ritrovata identità, della storia dei figli dei desaparecidos adottati dai carnefici dei loro genitori.

Una tragedia che non ha appuntato la propria data nei calendari di secoli or sono, che non ha investito la quotidianità di genti sconosciute.

E’ accaduto solamente vent’anni or sono, a uomini e donne figli anche d’italiani. E’ la storia di un sistematico sterminio ideologico, di una crudeltà  che Italo Moretti rivela in tutta la sua drammaticità: dalla scomparsa dei genitori, gettati vivi in mare con i “voli della morte”, all’inganno finale della svelata identità di questi giovani, illegalmente adottati da genitori che hanno ucciso i padri e le madri. Ingannati da chi più si ama, scoprendo di avere radici in un passato quasi inimmaginabile. Testimoni, loro malgrado, della crudeltà dell’uomo.

Paolo Corsini