|
|
 “…Un piccolo capolavoro della letteratura rimasto per tanti anni in un cassetto. Anzi, in una valigia. Ultima traccia di una vita finita a Auschwitz, confusa nell'incendio che ha cercato di distruggere perfino il ricordo degli ebrei d'Europa. La storia di Irčne Némirovsky, scrittrice russa fuggita prima davanti alla Rivoluzione d'Ottobre e poi, forse anche per questa consapevolezza di conoscere ormai un esilio nell'esilio, incapace di fuggire davanti alla minaccia nazista che aveva raggiunto Parigi dove si era rifugiata insieme alla sua famiglia, ci č stata oggi restituita. E' grazie alla figlia della scrittrice, Denise Epstein che ha conservato per tanti anni, e ha poi deciso di trascrivere, un manoscritto riposto nella valigia che i genitori le avevano affidato prima di essere arrestati dai nazisti e deportati a Auschwitz, che questo frammento di memoria č tornato a vivere. Suite francese, che Irčne Némirovsky aveva scritto nei mesi precedenti il suo arresto, avvenuto nel luglio del 1942, e che, pubblicato in Francia solo lo scorso anno, č uscito recentemente nel nostro paese (Adelphi, pp. 414, euro 19,00), riunisce quelli che nelle intenzioni dell'autrice dovevano essere solo i primi due elementi di un romanzo in cinque parti, dedicato al periodo dell'occupazione nazista della Francia. Quella fase drammatica della storia d'Europa e la difficile ricostruzione della memoria collettiva e individuale delle vittime, gli ebrei prima di tutti, si intrecciano nelle pagine del romanzo come nella vicenda che ha portato alla sua pubblicazione, a piů di sessant'anni dalla sua composizione. …. “ (dalla recensione di GUIDO CALDIRON)
|