Pessoa
 Fernando Pessoa
 Ophelia Quieiroz

 

 

voci di : Armando Leopaldo

     Paolo De Lucia

 

danza di : Monica Porazzi

 

regia e scenografia a cura di

Giancarlo  Turati

 

luci e suoni a cura di :  Pierluigi Gotti

 

selezione dei testi e coordinamento a cura di : Amelia Pisante e Armando Leopaldo

 

 

 

Testi tratti da:

“Una sola moltitudine “ di Fernando Pessoa ( a cura di Antonio Tabucchi)

“Il libro dell’inquietudine” di Bernardo Soares ( eteronimo di Fernando Pessoa )

Commenti letterari di Antonio Tabucchi

Musiche di:  Astor Piazzolla

 

 

Ingresso libero

 

 La sala del teatro

 

Recital  letterario su elaborazione di testi di

FERNANDO  PESSOA

 Pessoa eteronimo

 

 “Tutta la letteratura consiste in uno sforzo per rendere la vita reale. I bambini sono molto letterari perché dicono in che modo sentono e non in che modo deve sentire colui che sente secondo un’altra persona. Un bambino che ho sentito una volta, volendo dire che era sul punto di piangere, non ha detto “Ho voglia di piangere”, come direbbe un adulto, ma <<Ho voglia di lacrime>>. E questa frase riferisce risolutamente la presenza calda delle lacrime che cadono dalle palpebre coscienti dell’amarezza liquida. Dire! Saper dire! Saper esistere attraverso la voce diretta e l’immagine intellettuale! Tutto questo è quanto vale la vita: il resto sono uomini e donne, amori immaginari e vanità fittizie, sotterfugi della digestione e dell’oblio, persone che si dimenano come animaletti quando si alza una pietra, sotto il grande pietrone astratto del cielo azzurro senza senso”.

Da Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa

Se il Libro di Pessoa ha un centro, questo centro è l’eteronimia, lo sostiene Antonio Tabucchi che è suo ammiratore e traduttore, critico e studioso; e questi spiega bene questa peculiarità.
A differenza degli pseudonimi, gli eteronimi sono personaggi poetici completi che divengono figure autentiche attraverso la loro personale attività artistica, diversa e distinta da quella dell’autore originale. I tre eteronomi più noti, quelli con la maggiore opera poetica sono Álvaro de Campos, Ricardo Reis e Alberto Caeiro. <<Ebbene: tutti questi autori, -dice Tabucchi - tutte queste opere, tutti questi destini furono “una sola moltitudine”, perché nascevano tutti dall’invenzione dissociata e proliferante di una sola persona, l’anagrafico Fernando Pessoa, oscuro impiegato di una ditta di Lisbona , dove aveva l’incarico di scrivere lettere commerciali in inglese. E quelli che abbiamo citato sono solo i più importanti fra gli scrittori “inventati” da Pessoa: finora i suoi manoscritti hanno rivelato tracce e frammenti di ventiquattro autori (…) un baule pieno di gente” perché ci ha lasciato i suoi molteplici spiriti ben impachettati in fascicoli manoscritti tenuti con lo spago e contrassegnati da firme diverse>>.

“Ebbi sempre, da bambino, la necessità di aumentare il mondo con personalità fittizie, sogni miei rigorosamente costruiti, visionati con chiarezza fotografica, capiti fin dentro le loro anime. Non avevo più di cinque anni, e , bimbo isolato e non desideroso se non di stare così, già mi accompagnavano alcune figure del mio sogno, un capitano Thibeaut, Chevalier de Pas e altri che ho dimenticato […]. Figure chiare e visibili nel mio sogno costante, realtà esattamente umane per me, qualunque fantoccio, poiché irreale, le aveva sciupate. Erano gente”. 

 

 poesia in portoghese