IL POTERE DELLA STUPIDITA’

 E LA LETTERATURA

Il caso di Jonathan Swift

 

 

 

 

 

lectio magistralis di

 

DANILO  FALSONI

 

 

letture a cura di

 

ARMANDO LEOPALDO

 

 

Venerdi’ 23 ottobre 2009  -  h 17.30

Sala Cidneo – Hotel Ambasciatori

Via Crocifissa di Rosa – 92- BS

 

 

 

Gullivers travels

Jonatan  Swift

Jonathan Swift

(Dublino, 30 novembre 1667Dublino, 19 ottobre 1745)

È considerato tra i maestri della prosa satirica in lingua inglese, attraverso cui si occupò di politica e religione, mettendo in luce certa follia e presunzione umana. Le sue opere più note sono le satire I viaggi di Gulliver, la Favola della botte (romanzi) e Una modesta proposta (pamphlet). È noto anche per la sua poesia e i suoi saggi.

Biografia e opere

Pochi mesi dopo la nascita, Swift rimase orfano di padre e fu per questo affidato agli zii. Estremamente povero, durante la sua infanzia subì spesso insulti e denigrazioni a causa della sua condizione sociale, e ciò influì sicuramente sulle sue future idee sociali. Dopo gli studi al Trinity College di Dublino, nel 1689 Swift si trasferì in Inghilterra, dove lavorò come segretario del diplomatico e scrittore William Temple, lontano parente della madre; tuttavia i pessimi rapporti che vi erano tra Temple e Swift indussero quest'ultimo a tornare in Irlanda, dove venne fatto prete anglicano nel 1694. Conformemente al suo spirito anticonformista, nel 1697 scrisse la Battaglia dei libri (The Battle of the Books), un poema eroico e satirico (sul modello di Alexander Pope) in cui egli prendeva la parola sulla controversia circa la superiorità dei tempi antichi rispetto a quelli moderni. Per lui tutti i tempi, una volta vissuti, diventano inferiori, e quindi egli considerava superiori i tempi antichi perché ormai non potevano più essere vissuti. Con una satira pungente, inoltre, egli denunciò la finta erudizione dei suoi giorni. Il successo del libro permise a Swift di procurasi qualche soldo, col quale egli riuscì a viaggiare molte volte a Londra: nella capitale inglese conobbe Esther Johnson, meglio nota come Stella, di cui si innamorò ricambiato. Il padre di Stella, un diplomatico amico della madre di Swift, chiese allo scrittore di completare l'educazione della figlia: in tal modo egli riuscì ad occuparsi della letteratura senza dover rinunciare alla scrittura e alla lettura. Nel 1704 egli pubblicò anonimamente la famosa Favola della botte o della vasca da bagno (Tale of a Tub), una satira in prosa sulle Chiese anglicana, cattolica e calvinista e sulle moderne convinzioni politico-religiose, scritta tra il 1694 ed il 1697, in cui egli metteva in ridicolo, in maniera originale e divertente, varie forme di pedanteria e di presunzione. Nonostante tale opera fosse stata pubblicata anonimamente, Swift ritenne che questa fosse la causa per la quale divenne inviso alle autorità ecclesiastiche anglicane, che gli preclusero la possibilità di una brillante carriera clericale.

 

 

Il relatore:

 

Danilo Falsoni nasce nel 1956 a Brescia. Laureato in Lettere moderne presso l’Università Statale di Milano,  insegna attualmente presso l’I.T.C. “A. Lunardi” di Brescia.Schivo e anticonformista, ma versatile e di vasti interessi intellettuali, dalla filosofia alla linguistica all’etnologia, ha della cultura una concezione illuministica, quasi psicagogica, e considera la poesia – coltivata in silenzio ma fedelmente sin dai tempi dell’Università – oltre che una salvifica risorsa dell’immaginazione, una sorta di ermeneutica del mistero e dell’enigma dell’esistenza,  alla quale guarda ancora con non rassegnata meraviglia e stupore adolescenziale.Ha tenuto conferenze e letture dantesche, ed è autore di studi critici su autori italiani, alcuni dei quali pubblicati sulla rivista Nuova Secondaria.

Ama anche la musica e si diletta di ricerche pittoriche.  Per lo più inedita è la sua opera poetica, che consta di alcune raccolte divulgate solo fra amici, come Quasi un destino (1980), Omaggio a un’ombra  (1985),  Ipotesi ambigue (1988),  Notti di Colombo (1990), Allegorie del nulla (1992),  Scenografie per il XXI secolo (2000).

e-mail: danfalso@yahoo.it

 

 

L’ attore interprete   dei testi:

 

Armando Leopaldo attore di “SCENA SINTETICA”, associazione di sperimentazione e di produzione drammaturgica operante in Brescia.

Svolge la sua attività artistica prevalentemente nelle rappresentazioni teatrali di Scena Sintetica con la regia di Antonio Fuso. Si dedica inoltre alla lettura dei classici: Parini, Petrarca,Leopardi…. in diverse iniziative promosse da vari enti ed istituzioni culturali - Ateneo di Brescia, Assessorato alla cultura del comune di Brescia, e nei Lunedì del San Carlino.

Dal 1993 al 1997 ha proposto cicli annuali di letture poetiche nella trasmissione radiofonica Aleph su Radio Brescia Popolare.

Cultore di problematiche drammaturgiche  in più occasioni tra il 2000 e il 2004  ha tenuto corsi di storia del teatro e della drammaturgia riguardanti la Tragedia greca, il Naturalismo ed il Romanticismo teatrale, teatro del Novecento e le Avanguardie:la Tragedia Greca tra il mythos e il rinnovamento culturale della società del V secolo;la crisi del dramma moderno: prospettive e tentativi di soluzione, dal naturalismo al teatro epico;il teatro invisibile i drammi romantici e la loro ritrovata modernità.

Più volte ha partecipato ad eventi di poesia, musica, letteratura.

 

Bibliografia di riferimento:

 

Carlo Maria Cipolla  Allegro ma non troppo

Giancarlo Livraghi   Il potere della  stupidita’

Gustave Flaubert      Bouvard e Pecuchet

Robert  Musil     Libro sulla  sulla  stupidita’  e altri Scritti

Jonathan Swift        Viaggi  di  Gulliver

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le cinque leggi della stupidita’:

 

La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce senza ambiguità di sorta che:

Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.

Infatti:

a) persone che uno ha giudicato in passato razionali ed intelligenti si rivelano poi all'improvviso inequivocabilmente e irrimediabilmente stupide;

b) giorno dopo giorno, con un'incessante monotonia, si è intralciati e ostacolati nella propria attività da individui pervicacemente stupidi, che compaiono improvvisamente ed inaspettatamente nei luoghi e nei momenti meno opportuni.

La Prima Legge Fondamentale impedisce di attribuire un valore numerico alla frazione di persone stupide rispetto al totale della popolazione: qualsiasi stima numerica risulterebbe una sottostima.

La Seconda Legge Fondamentale dice che:

                           La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi     altra caratteristica della stessa persona.

(La percentuale degli stupidi è identica sia tra i bidelli, gli impiegati, gli studenti e i docenti  anche se premi Nobel)

 

La Terza Legge Fondamentale chiarisce esplicitamente che:

Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.

 

La Quarta Legge fondamentale afferma che:

 

Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide.

In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

 

La Quinta Legge fondamentale (e il suo corollario) recita che:

La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

 Il corollario della legge è che:

 Lo stupido è più pericoloso del bandito.

Carlo Maria Cipolla – citazione da Allegro ma non troppo